Talento nel golf: ricerca e sviluppo

 

Presso il Circolo Golf Bogogno, in concomitanza col Campionato Italiano Medal maschile e femminile, ho riunito autorevoli esponenti del golf italiano  e del mondo della Psicologia per dare vita ad un dibattito sulle modalità di ricerca e sviluppo del talento golfistico.

La serata ha visto la partecipazione di un pubblico di appassionati provenienti da vari Circoli: il confronto è stato serrato e sono emerse specifiche priorità per affinare la gestione sportiva, per facilitare lo sviluppo dei talenti emergenti e, perchè no, per riflettere sulle impostazioni del proprio gioco.

E’ stata dedicata particolare attenzione all’avviamento al golf dei più piccoli all’interno dei Club dei Giovani, alle modalità di accompagnamento nella loro crescita di atleti/e adulti tenendo presente che  alcuni di loro potrebbero in futuro intraprendere la carriera del professionismo.

Sono state trattate la preparazione Atletica e quella Mentale come argomenti trasversali che toccano tutte le fasi della vita sportiva di un golfista.

Giorgio Bordoni ha portato come testimonianza  la sua ultima esperienza di lavoro con i giovani Under14 più promettenti,  commentando come li ha individuati nelle visite di ogni club dei Giovani della Regione Piemonte e come sta lavorando con loro per stimolarli e far crescere in loro la passione e il divertimento per il gioco che sono i presupposti indispensabili per avere successo.

Alberto Binaghi con la sua storia di giocatore del Tour, di allenatore della Nazionale maschile ed in particolare di Matteo Manassero,  ha rivissuto le tappe della crescita sportiva di un ottimo giocatore che ha fatto il salto di qualità verso il professionismo ed è diventato un Campione. Quanto è importante la disponibilità, la competenza e l’umiltà di un maestro che vede il potenziale in un giocatore non ancora  affermato? Alberto ha condiviso con i presenti la sua esperienza ed ha sottolineato l’importanza della presenza del Maestro al fianco dell’allievo sul campo di gara per poter osservare e gestire la performance sotto pressione.

Massimo Messina, preparatore atletico di Matteo Manassero e della Nazionale di golf, ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’aspetto atletico nella formazione di un giocatore. La sola componente tecnica specifica non è sufficiente per affrontare gare di più giorni, bisogna avere seguito un programma di preparazione fisica personalizzato per mantenere lucidità anche nei momenti di fatica e di pressione.

Isabella Maconi, Consigliere Federale e Staff Solheim Cup, ha richiamato l’attenzione sulla recente formazione della Squadra di Proettes che difenderà l’Europa alla Solheim Cup. La Capitana ha voluto formare un gruppo compatto ed omogeneo che dia vita ad una Squadra affiata per sfidare le giocatrici USA.

Il senso di appartenenza e l’identificazione nel gruppo sono gli elementi che danno forza alla Squadra.

Che ruolo ha la preparazione mentale nella nascita di un campione?

Marisa Muzio, Docente Universitaria di Psicologia dello Sport, ha portato la sua esperienza e la ricerca sviluppata  con atleti e con campioni olimpici.

Ha sottolineato come focalizzare un giovane giocatore sulla performance più che sul risultato numerico, generi capacità di concentrazione, consapevolezza dei propri mezzi e passione per lo sport destinata a durare nel tempo.

Lo strumento da tempo riconosciuto di massima efficacia per disporre di una fotografia delle caratteristiche mentali ed attitudinali di un giocatore è la Flow State Scale, che permette di testare l’atleta in vari momenti della sua vita sportiva e agonistica. Con la lettura di questo test si mette a punto un piano d’azione che tenga conto dei  punti di forza e delle aree di miglioramento e che si avvalga della sinergia con il Maestro ed il Preparatore Atletico.

In conclusione si è arrivati ad evidenziare una multidimensionalità del Talento golfistico che richiede professionalità e disponibilità da parte dei Maestri, molta fiducia e collaborazione da parte dei genitori che affidano i loro figli alle Scuole di Golf e che non dovrebbero sostituirsi al Professionista.

Una buona gestione della logistica è indispensabile perchè i ragazzi possano accedere alle Gare Giovanili; la formazione di Squadre di Circolo affiatate e animate da una sana competitività genera senso di appartenenza e piacere di stare assieme.

Grande attenzione va dedicata ai più piccoli che stanno sviluppando la loro fiducia in sè stessi, quindi ben vengano le gare con tee avanzati che permettono di raggiungere il green nei colpi regolamentari, le gare di putt e di approcci e quelle in cui la precisione conta più della potenza. Piccole tappe raggiungibili e alla loro portata, permetteranno ai più giovani di sentirsi all’altezza del gioco e li stimoleranno ad affrontare sfide via via più stimolanti per arrivare ad essere Campioni che stanno bene con sè stessi e sono capaci di performare sotto pressione in gara.

Vedo la Tavola Rotonda di Bogogno come un primo incontro  che ha affrontato argomenti da approfondire in altre occasioni future e che pone il nostro Circolo, oltre che come un prestigioso percorso di Campionato, come un polo di riferimento per lo sviluppo della Cultura dello Sport.

A cura di:

Camilla Dettori

Vicepresidente GC Bogogno

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